Dario Di Stasi: «La musica è una questione di sincerità, oltre la paura»

 

Da Manchester all'Italia, il viaggio di Dario Di Stasi è un'evoluzione continua che trasforma la tecnica chitarristica in narrazione pura. In questa chiacchierata con Effetto Musica, il cantautore ci racconta la genesi del suo progetto solista, l'importanza di "metterci la faccia" e come il suo nuovo singolo "Forever" riesca a far dialogare nostalgia vintage e intelligenza artificiale in un equilibrio perfetto tra passato e futuro.
 
Ciao Dario, benvenuto su Effetto Musica. Per i nostri lettori che ancora non ti conoscono: come definiresti il tuo progetto artistico, sospeso tra pop internazionale e solide radici rock?
Ciao e grazie per ospitarmi sulle vostre pagine. Mi definirei un cantautore che punta al contenuto prima che alla forma. Questo nel senso che, durante i miei dieci anni di produzione solista, ho attraversato ambiti stilistici abbastanza diversi in un certo senso spero di non arrivare mai.
 
La tua formazione parte dalla chitarra classica e fusion. Quando e come hai sentito l’esigenza di aggiungere la voce e la scrittura ai tuoi strumenti, trasformando la tecnica in narrazione?
Ho sempre scritto nelle band nelle quali ho militato, trovando in qualche modo confortevole il fatto che ci avrebbe pensato qualcun altro a cantare i brani.
Quando ho capito che per me era essenziale “metterci la faccia” in qualche modo, ho capito che non lo avevo ancora fatto solo per paura. Era il momento di andare avanti.
 
Chi sono gli artisti o i chitarristi di riferimento che hanno plasmato il tuo "tocco" e il tuo modo di intendere la composizione?
Riguardo al songwriting, ad esempio la Dave Matthews Band e non posso non citare i Beatles. Tra i miei chitarristi preferiti sicuramente figura Andy Timmons e altri dall’approccio molto “cantato “ allo strumento.
 
Come nascono le tue canzoni? Parti da un riff di chitarra, da un loop elettronico o la scrittura del testo guida l'intera produzione?
 Non seguo sempre lo stesso schema e la cosa è voluta appunto per cercare di partire sempre da un punto di vista diverso.
 
Avendo vissuto la scena musicale di Manchester e ora quella italiana, cosa ne pensi del panorama discografico attuale? Quali sono, secondo te, le sfide per un artista che punta sulla "forma canzone" di stampo internazionale?
So di non aver intrapreso un percorso semplice, scrivendo musica che magari altrove sarebbe abbastanza mainstream ma che ha la particolarità di guardare sempre altrove. So però che quello che non si può alterare in alcun modo in musica è la sincerità. Ciò che la mia scelta arriva e viene percepita come vera e questo mi interessa moltissimo.
 
Parliamo di "Forever". Il brano fonde chitarre fresche a un'elettronica vintage. Come hai lavorato in studio per ottenere questo contrasto sonoro e raccontare un amore così malinconico?
La canzone parla di una storia importante successa molti anni fa e dei due protagonisti che si incontrano nuovamente, chiedendosi se avrebbe senso riprovarci. Parla quindi d'amore, ma anche di tempo. Ho voluto tradurre in musica questo tema utilizzando il contrasto tra una chitarra acustica, strumento tradizionale ma suonato in modo percussivo e moderno, e un loop che porta indietro di qualche decennio. È stato un lavoro di ricerca importante, ma necessario per rendere al meglio quello che avevo in testa.
 
Il singolo è fuori dal 6 febbraio. Che tipo di riscontro stai ricevendo, specialmente riguardo all'uso dell'Intelligenza Artificiale per il videoclip? Il pubblico ha colto il legame tra innovazione visiva e nostalgia del testo?
Il responso è molto positivo, per il brano e anche la versione acustica che ho condiviso sulla mia pagina instagram.com/dario_distasi
L'idea di tornare sul tema del tempo, facendo interpretare una storia che parla di passato e presente da uno strumento che, come l’AI, ci porta in qualche modo verso il futuro, è stata colta e ho avuto riscontri stimolanti.
 
"Forever" anticipa un lavoro più esteso? Cosa ci puoi svelare sulla direzione dei tuoi prossimi passi discografici e sulla possibile uscita di un EP o un album completo nel 2026?
Tengo un parziale riserbo, anticipando però che ci sarà tanta mia musica in uscita nel 2026!
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