In un'epoca che ci impone di essere sempre impeccabili, Grace rompe gli schemi con il suo nuovo singolo "Tilt". Nato da un momento di autentico sovraccarico mentale, il brano non è solo uno sfogo personale, ma un invito collettivo ad accettare le proprie ombre per non sentirsi mai soli. Con un sound che fonde l'energia del pop alle venature del rock, l'artista ci racconta in questa intervista come ha trasformato il burnout in un inno alla vulnerabilità, segnando l'inizio di un percorso artistico votato alla verità senza filtri.
Ciao Grace, benvenuta su Effetto Musica. Per chi ancora non ti conoscesse, come definiresti il tuo progetto artistico in poche parole?
Il mio progetto è energia, verità e vulnerabilità. Faccio pop con un’anima rock e cerco di raccontare le emozioni senza filtri. La mia musica nasce dal bisogno di trasformare rabbia, fragilità ed esperienze personali in qualcosa che faccia sentire meno soli.
Facciamo un salto indietro. Qual è stato il momento esatto in cui hai capito che la musica sarebbe stata la tua strada e come sono stati i tuoi primi passi in questo mondo?
A vent’anni sono partita per lavorare come cantante sulle navi da crociera. È stata una scuola incredibile: palco ogni sera, disciplina e tanta esperienza. In quel periodo ho iniziato anche scrivere di più ed è lì che ho costruito davvero la mia identità artistica.
Chi sono gli artisti, italiani o internazionali, che consideri i tuoi "fari" e che hanno influenzato maggiormente la tua crescita artistica?
Amy Winehouse, Lady Gaga e Katy Perry. Sono artiste diverse ma con una forte identità. Da loro ho imparato l’importanza dell’autenticità, del coraggio di esprimersi e della forza che può avere la musica pop.
Come nascono solitamente le tue canzoni? Segui un flusso istintivo o c’è un lavoro di ricerca sonora più metodico dietro ogni produzione?
Tutto parte da un’emozione forte. Il primo momento è molto istintivo, quasi uno sfogo. Poi in studio lavoriamo sulla produzione per trovare il suono giusto che riesca a raccontare quella sensazione.
Cosa ne pensi del panorama musicale odierno? Secondo te, qual è lo spazio oggi per una proposta come la tua, tra nuove tendenze e algoritmi?
Oggi la musica è molto veloce e influenzata dagli algoritmi, ma il pubblico riconosce quando qualcosa è autentico. Credo che ci sia sempre spazio per proposte con una vera identità.
Parliamo del tuo nuovo singolo. Com'è nata l'idea per questo brano e quale "effetto" (musicale e non) speri di scatenare in chi lo ascolta?
“Tilt” nasce da un periodo in cui mi sentivo mentalmente sovraccarica. Ho trasformato quella sensazione in musica. Spero che chi lo ascolta si senta capito e meno solo nei momenti di confusione.
Che riscontro sta avendo il brano? C’è qualche messaggio o commento da parte dei fan che ti ha colpita particolarmente in questi giorni?
Molte persone mi hanno scritto dicendo che la canzone sembra parlare proprio di loro. Alcuni mi hanno raccontato momenti difficili e questo per me è il senso più bello della musica: creare una connessione reale.
"Tilt" è il preludio a qualcosa di più grande? C'è un album all'orizzonte e cosa puoi anticipare ai nostri lettori sulla direzione che prenderanno i tuoi prossimi brani?
“Tilt” è l’inizio di un percorso. Sto lavorando a nuova musica che uscirà nei prossimi mesi e che racconta altre parti della mia storia. La direzione resta un pop energico con influenze rock e testi molto personali.

