Partito da
origini umili e guidato da solidi valori familiari, Veneficus (Alessandro La
Rosa) si sta ritagliando uno spazio unico nel panorama indipendente italiano.
Ai microfoni di Effetto Musica, l'artista si mette a nudo ripercorrendo il suo
intenso viaggio di studi vocali e rivelandoci la genesi narrativa del suo primo
brano da cantautore, in cui i fatti vissuti diventano melodie per curare
l'anima.
Ciao
Alessandro, benvenuto su Effetto Musica! Per i nostri lettori che ancora non ti
conoscono, chi è l'uomo e l'artista che si nasconde dietro il nome d'arte
Veneficus?
Dietro questo
nome c'è semplicemente Alessandro La Rosa, classe 1982, siciliano, sesto figlio
di sette tra fratelli e sorelle. Sono cresciuto in una famiglia di grandi
lavoratori e di origini umili; tutto quello che ho me lo sono creato con il
lavoro, grazie ai valori che mi ha trasmesso la mia famiglia. Lavoro come
cuoco, che tra l'altro è un'altra delle mie passioni, insieme a quella del
canto ovviamente.
Sappiamo
che hai sempre affiancato il tuo lavoro a un amore viscerale per il canto. Qual
è stato il momento esatto in cui hai deciso di strutturare questa passione
iniziando un percorso di studio serio?
Il momento
esatto è stato nel 2022, quando sono arrivato alle porte di Up Music Studio. Da
lì lo staff mi ha indirizzato in maniera molto professionale verso le cose che
avrei dovuto migliorare; sono stato seguito da una vocal coach molto
professionale, Vanessa Grey, che mi ha insegnato tecniche vocali, tirando fuori
in me un'estensione vocale che non sapevo davvero di avere. Da lì ho compreso
che se volevo percorrere questa strada, dovevo farlo nella maniera giusta, cioè
studiando.
Avendo
ampliato moltissimo il tuo approccio musicale anche grazie alla tua vocal coach
Vanessa Grey, quali sono gli artisti o i maestri che consideri i tuoi fari di
riferimento?
Sicuramente il
merito a livello vocale va a Vanessa Grey, mentre per quanto riguarda la
scrittura devo molto a Vittorio Valenti: è stato lui a introdurmi e a
insegnarmi i vari metodi di scrittura. Sia Vanessa che Vittorio sono davvero
dei professionisti, senza di loro sarei stato in un punto morto. Grazie ai loro
insegnamenti sono cresciuto molto a livello professionale, anche se nella
musica non si smette mai di imparare e non si è mai completi.
"E poi
arrivi tu" segna un traguardo speciale: è il primo brano che porti la tua
firma autoriale. Qual è il tuo processo creativo: come nascono solitamente le
tue canzoni e dove trovi le parole?
Le parole
nascono dal cuore. Per dare un senso alle mie canzoni, anche in quelle che sono
in produzione, cerco di basarmi su storie vere, fatti realmente accaduti,
realtà che si vivono ancora oggi. A volte stare a osservare le persone, i loro
comportamenti e le loro reazioni è fondamentale; per un artista osservare
quello che ti circonda è essenziale. Poi devi essere tu, come artista, bravo a
unire i pezzi del puzzle che noi chiamiamo vita.
Da
osservatore attento della realtà e della società di oggi, spesso caratterizzata
da indifferenza, cosa ne pensi dell'attuale panorama musicale italiano e cosa
vorresti cambiare?
Per quanto
riguarda le persone, c'è molta cattiveria, senza contare la parte di egoismo
che sovrasta la maggior parte dell'essere umano; ovviamente c'è mancanza di
valori e non c'è più rispetto per le cose essenziali, viviamo nel caos. Per
quanto riguarda la musica, vieterei ogni genere di marchingegno che serve a
modificare la voce di un artista: se sei veramente un cantante lo devi fare con
la tua voce, come facevano i big della musica italiana, e come fanno ancora
oggi.
Entriamo
nel vivo del tuo nuovo singolo, che racconta il viaggio dal buio depressivo
alla luce. Come ha preso forma questa idea musicale e che tipo di riscontro
emotivo stai avendo da parte del pubblico?
L’idea è
basata su fatti realmente accaduti, ho semplicemente raccontato un episodio
della mia vita trasformandolo in una canzone. Devo dire che il riscontro è
davvero positivo, ricevo un sacco di complimenti e di messaggi. Il pubblico sta
reagendo bene, per questo credo che manterrò questa linea: magari varierò con
il genere di musica, ma racconterò sempre dei fatti veri.
Questa tua
evoluzione da interprete a cantautore è solo all'inizio. Il singolo farà da
apripista a un intero album in arrivo? Cosa ci puoi svelare?
Sì, il mio
obiettivo finale è quello di creare un album completo, però devo ancora
lavorare su molti singoli che sono già in cantiere. Però sì, il brano "E
poi arrivi tu", per quanto mi riguarda, è l'inizio di una lunga serie di
brani che usciranno quanto prima.

