Dalle prime canzoni
scritte per raccontare sé stesso fino alla realizzazione di "Letto di vetro", Br3nd
continua a trasformare esperienze personali in musica capace di parlare a una
generazione intera. Il singolo segna una tappa importante nel suo cammino
artistico, confermando una cifra stilistica che unisce introspezione, energia e
autenticità. Lo abbiamo intervistato per approfondire il suo modo di scrivere,
le sue influenze e le prospettive dei prossimi mesi.
Ciao Br3nd, sei un
artista classe 2005 che sta costruendo passo dopo passo il proprio percorso
musicale. Come ti presenteresti ai lettori di Effetto Musica?
Mi definirei come un’artista versatile, sicuramente la capacità che ho di scrivere su qualsiasi tipo di beat mi aiuta molto e anche a livello di flow e sound riesco a
mescolare tanti generi.
Hai iniziato a
scrivere a 17 anni, ma il tuo rapporto con la musica nasce molto prima. Come e
quando ti sei avvicinato a questo mondo?
Il mio primo rapporto con la musica è stato, come tutti quasi, nella mia infanzia.
Da bambino mi ricordo che insieme a mia madre, ci
mettevamo a cantare a squarciagola le canzoni in macchina, e da li mi è nata la passione vera e propria
per la musica. Poi a seguire
ho capito che non volevo solo cantare le storie di altri, ma avevo la necessita
di raccontare la mia.
Gemitaiz e Il Tre
sono tra gli artisti che più ti hanno influenzato. Chi sono oggi i tuoi
principali punti di riferimento musicali e cosa ammiri del loro percorso?
Ti rispondo che sono gli stessi che mi hanno influenzato.
Tutt’oggi credo che Gem e Il Tre siano i miei punti di riferimento a livello
artistico. Incarnano alla perfezione i due lati della musica. Da una parte c’è
un pensiero più introspettivo e personale come le canzoni di Gem, ma la unisco
alla parte di me più energica e per questa prendo spunto da Il Tre sempre a
mille, sia ai live che nelle canzoni.
Hai raccontato che
spesso lasci che siano i suoni e le sensazioni trasmesse da un beat a guidarti
nella scrittura. Come nascono concretamente le tue canzoni?
Diciamo che principalmente le mie canzoni
nascono tutte allo stesso modo:
sentendo un loop,
un beat, un sound particolare che mi ispira
un’emozione o un ricordo. Da quello parto con la scrittura (molto a braccio) e
poi andiamo a fare l’arrangiamento intorno al testo che ho scritto tenendo
sempre nota del sound da cui deriva.
Secondo te, qual è lo
stato di salute del panorama musicale italiano attuale? Cosa apprezzi
maggiormente e cosa invece cambieresti?
Nella scena
musicale italiana stanno nascendo nuove realtà artistiche e, finalmente, si sta
tornando a dare grande importanza ai contenuti. Oggi contano sempre di più i
testi e ciò che un artista ha da raccontare, più che l’immagine. L’unica cosa
che vorrei vedere è una maggiore apertura
verso l’estero: troppo
spesso gli artisti
italiani restano confinati al mercato nazionale, mentre generi come
il rap trovano fuori dall’Italia un pubblico più ampio e una cultura più
consolidata.
Parliamo di
"Letto di vetro": come è nato questo singolo e che tipo di riscontro
stai ricevendo da chi lo ha già ascoltato?
È nato
come tutti gli altri miei pezzi: una sera ascoltando un giro di piano mi è venuto da cantare
solo ascoltandolo, dandomi
modo di ricordare emozioni e persone, e da quel giro è nata “Letto di
vetro”. Fortunatamente per ora la risposta degli ascoltatori è molto positiva,
per ora posso dire di essere riuscito a trasmettere il messaggio.
Hai già annunciato di
essere al lavoro su un progetto più ampio e su nuova musica in uscita. Ci sarà
un album in arrivo? Cosa puoi anticiparci?
Per ora posso solo confermare che c’è un progetto che sto mandando
avanti, però non voglio avere
fretta uscirà nel momento
giusto. Quindi non ancora anticipare niente al riguardo, vi tengo sulle spine!

