Dietro il nome Rocket
B c'è Michele Arriu, artista e producer che ha fatto della musica uno strumento
per trasformare le esperienze più difficili in energia positiva. Il nuovo
singolo “Restiamo qui” nasce proprio da questa visione e invita a non affrontare
da soli i momenti più complessi della vita. Tra influenze rap ed elettroniche,
spiritualità e il progetto “Tribù”, l'artista si racconta e anticipa i prossimi
passi del suo percorso musicale.
Ciao Rocket B, presentati ai nostri lettori e raccontaci
chi c’è dietro questo progetto musicale.
Ciao, sono Michele Arriu
e ho 29 anni. Attualmente sono un pizzaiolo, con tanta passione per la vita.
Ultimamente cerco di fare le cose con amore, altrimenti non le faccio nemmeno.
Amo la natura, gli animali, il mare e soprattutto fare musica, per cui ho fatto
anche un corso alla Mat Academy per diventare producer.
Come e quando ti sei avvicinato alla musica, dal beatbox
fino alla scelta di produrre le tue sonorità?
Il
livello della musica era un poco basso allora, quindi mi sono detto che ci
potevo provare anche io: dovrò studiare tanto, ma ci arriverò a creare
qualcosa di buono… fino a migliorare e volere stare nel mondo della musica.
Quali sono gli artisti che più hanno influenzato la tua
visione musicale?
Gli artisti che
sicuramente mi hanno influenzato di più sono Gemitaiz, Madman, Salmo, Noyz
Narcos, Marracash, Charlotte de Witte e Martina Camargo: nomi e stili diversi
che però sento tutti molto vicini.
Come nascono le tue canzoni? Nel caso di “Restiamo qui”,
sei partito da un beat, da un’emozione o da un’idea precisa da trasmettere?
Penso che tutti
abbiano qualcosa da dire, da sfogare… io appena sento un beat che mi piace devo
scriverci sopra quasi per forza, è più forte di me!
Cosa pensi dell’attuale panorama musicale italiano e
quanto conta, secondo te, il concetto di unione e collaborazione tra artisti?
Secondo me con la
musica si potrebbe migliorare il mondo. Ma non tutti hanno lo stesso intento: c’è
sempre la sfida, piuttosto che l’unione e non capisco il perché. Conta
tantissimo! La musica ha comunque un costo al giorno d’oggi, bisogna
collaborare per arrivare da qualche parte.
Parliamo di “Restiamo qui”: come è nato questo brano e
quali riscontri stai ricevendo da chi lo ha ascoltato?
Il brano è nato da
tanta sofferenza, perdendo amici giorno dopo giorno… il minimo che puoi fare è cercare
di tirare su il morale a tutti. Non è facile con una canzone dare forza, ma ci
ho comunque provato. Questioni di gusti, ma ho ricevuto tantissimi pareri
positivi: la canzone sta passando anche in radio, sono davvero contento che
qualcuno la possa sentire, e spero ci si possa anche rispecchiare.
Hai parlato della volontà di pubblicare tanta nuova
musica e del progetto “Tribù”: c’è un album in arrivo e cosa puoi anticiparci
sui prossimi lavori?
Tanta spiritualità,
i beat fatti da tante ore di lavoro, con un altro amico: stiamo cercando di
portare un suono totalmente nuovo, speriamo vi piaccia, e di riuscire ad
arrivare a una buona qualità da radio. Noi ce la metteremo sempre tutta, spero
verso dicembre di riuscire a finirlo... ma per ora non posso dire quando verrà
pubblicato! Grazie mille.

