Veyra presenta “I don’t care”: curiosità, emozione e nuova direzione musicale


Con
“I don’t care”, Veyra inaugura una nuova fase del proprio percorso artistico, confermando una scrittura in costante movimento e una forte attenzione alla dimensione emotiva. Il singolo nasce da un’intuizione istintiva, quasi casuale, e si trasforma progressivamente in un brano dal respiro più ritmato, capace di tenere insieme immediatezza pop e sensibilità R&B, senza rinunciare a una ricerca sonora personale.

“I don’t care” racconta un’attitudine, prima ancora che una storia: quella di chi sceglie di affermare sé stesso senza filtri, attraversando dubbi, trasformazioni e nuove consapevolezze. È un tassello che fotografa bene l’identità di Veyra oggi: curiosa, autentica e in continua evoluzione, lontana dalle formule rigide e attenta a costruire un immaginario coerente, brano dopo brano.

In questa intervista per Effetto Musica, Veyra si racconta partendo dalle origini del suo progetto, passando per le influenze che hanno plasmato il suo modo di intendere la melodia, fino ad arrivare alla genesi di “I don’t care” e alla visione più ampia che guida le sue prossime release. Un dialogo che restituisce il ritratto di un’artista consapevole, pronta a muoversi con libertà in un panorama musicale ancora in cerca di nuove direzioni.

Ciao Veyra! Benvenuta su Effetto Musica. Se dovessi descrivere il tuo progetto con tre aggettivi che non siano di genere musicale, quali sceglieresti?
Ciao a tutti e grazie per l’invito! Ad essere onesta sceglierei curioso, autentico, in evoluzione. Curioso perché mi spinge a sperimentare continuamente con suoni e tecnologia, autentico perché cerco di raccontare ciò che provo senza filtri, e in evoluzione perché il mio progetto cambia insieme a me, sia artisticamente che personalmente. 

C'è stato un momento preciso, un "big bang" sonoro, in cui hai capito che la musica sarebbe stata il tuo linguaggio principale?
Non c’è stato un singolo momento preciso, ma una serie di piccoli “big bang”. La musica è entrata nella mia vita in modo naturale fin da quando ero piccola e col tempo è diventata il linguaggio più diretto per esprimere quello che non riuscivo a dire a parole. A un certo punto ho capito che non era solo una passione, ma il mezzo attraverso cui mi sentivo davvero rappresentata.

Il tuo stile mescola diverse sfumature. Chi sono i maestri (o le muse) che hanno plasmato il tuo modo di intendere la melodia?
Ariana Grande e Charlie Puth sono stati due riferimenti importanti nel mio modo di intendere la melodia. Di Ariana mi ha sempre colpito l’uso della voce come strumento espressivo, capace di essere potente ma anche molto intimo. Di Charlie Puth invece apprezzo la cura melodica e l’attenzione alla struttura, dove ogni linea vocale è pensata con grande precisione. Sono influenze che cerco di rielaborare in maniera personale all’interno del mio progetto.

Le tue canzoni sembrano nascere da un’esigenza quasi visiva. Come prende forma un tuo pezzo? Parti da un’emozione isolata, da un giro di accordi o da un’immagine mentale?
La maggior parte dei brani che creo nascono in modo istintivo (e sono anche quelli che mi piacciono di più!). A volte parto da idee, altre da linee melodiche, altre ancora da specifici mood e stati emotivi che voglio si trasmettano nel brano. Il processo non è mai identico, ma cerco sempre di mantenere quella visione iniziale come filo conduttore del brano. 

Da artista che sperimenta, come vivi l’attuale panorama musicale italiano? Lo vedi come un limite o come un terreno fertile per chi, come te, cerca di distinguersi?
Il panorama musicale italiano è ancora piuttosto prudente e spesso tende a muoversi all’interno di formule già consolidate. Questo può rappresentare un limite per chi sperimenta e cerca un linguaggio personale, perché non sempre c’è apertura immediata verso ciò che esce dagli schemi. Allo stesso tempo, però, proprio questa resistenza rende ancora più necessario e stimolante provare a distinguersi e portare qualcosa di diverso.

Parliamo della tua nuova release. Qual è stata la scintilla che ha dato il via alla produzione e come sta reagendo la tua "fanbase" a questa nuova evoluzione del tuo percorso?
All’inizio la canzone era nata soltanto come una piccola demo sul mio cellulare, quasi per caso. Tendo sempre a registrare tutto quello che mi passa per la testa; quindi, era solo una melodia tra le tante altre. Successivamente, avevo deciso di farla nascere come una canzone R&B, più lenta, ma comunque orecchiabile. Durante la realizzazione del progetto, però, con il mio produttore abbiamo capito che aveva le potenzialità per trasformarsi in qualcosa di molto più ritmato, e ne è uscito un risultato niente male! Le reazioni a questa nuova uscita stanno mostrando interesse e attenzione verso questa evoluzione del progetto, con un riscontro che conferma la voglia di seguire un percorso artistico in continuo movimento.

Sappiamo che il singolo è spesso un tassello di un mosaico più grande. C'è un album all'orizzonte? Puoi darci qualche piccolo spoiler sulle atmosfere che troveremo?
Al momento il singolo rappresenta un passaggio importante all’interno di un percorso più ampio, più che un capitolo isolato. Sto lavorando a nuova musica e l’idea è quella di costruire un immaginario coerente, pezzo dopo pezzo. Le atmosfere si muoveranno tra sonorità intime e momenti più ritmici, con una forte attenzione al mood e alla ricerca sonora, lasciando sempre spazio all’evoluzione naturale del progetto.
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