Brutte Abitudini è un viaggio intimo tra fragilità, paranoie e desiderio di rinascita. Ciaro racconta il vizio di tornare sempre allo stesso punto, suggerendo che anche il dolore può diventare uno strumento di consapevolezza e crescita.
Ciao Ciaro, presentati ai nostri lettori. Per chi ancora non ti conoscesse, come descriveresti l'identità artistica di Ciaro e il tuo ruolo di fondatrice del progetto "Almae Music" insieme a Giacomo Bertozzini e Francesca Pogliano?
Sono una cantautrice che ama spaziare, dentro e fuori di sé. Ogni giorno cerco la mia chiave, lavorando per far maturare sempre di più il mio livello di consapevolezza, perché credo che la consapevolezza sia fondamentale nel percorso artistico e umano. La sperimentazione, per me, è uno dei modi migliori per scoprirsi, per mettersi in discussione e crescere.
Nella mia musica amo trattare temi in cui le persone possano riconoscersi, trovare ascolto e conforto. Penso che oggi, più che mai, ciò che tutti cerchiamo sia qualcuno che ci ascolti davvero e riesca a comprenderci. La musica può essere uno spazio sicuro, un luogo di incontro emotivo.
Parallelamente al mio percorso artistico, sono fondatrice del progetto Almae Music, un collettivo musicale nato dal desiderio di creare qualcosa di solido, vero e coerente con ciò che sono. Insieme ai miei colleghi Giacomo Bertozzini, producer, e Francesca Pogliano, manager e legale, ci occupiamo di sostenere gli artisti nel loro percorso, offrendo opportunità concrete e un metodo di lavoro autentico, pensato per valorizzare l’identità di ciascuno.
Come e quando ti sei avvicinata alla musica? La tua biografia cita traguardi importanti come la finale di Area Sanremo 2019/2020. C'è un ricordo d'infanzia nelle Marche che ha segnato l'inizio di questo percorso?
La musica per me è qualcosa di innato. Mia madre mi raccontava che già da piccolissima giravo per casa, con un piccolo mangianastri e un microfono, cantando ovunque. È un ricordo semplice ma molto significativo, perché racconta quanto la musica sia sempre stata parte della mia vita, in modo naturale e spontaneo.
La Finale di Area Sanremo 2019/2020 è stata una tappa importantissima del mio percorso artistico. Mi ha dato tanto, non solo in termini di esperienza, ma soprattutto ha fatto crescere in me la consapevolezza che anche io posso avere uno spazio nel mondo della musica. È stato un passaggio fondamentale per credere ancora di più in me stessa e nella mia strada.
Chi sono i tuoi artisti di riferimento? Hai collaborato con nomi importanti del panorama italiano e sei stata notata dalla “Pressing Line” di Lucio Dalla. Quali icone della musica hanno influenzato maggiormente il tuo modo di scrivere e comporre?
Fin da bambina il cantautorato italiano è stato il mio principale punto di riferimento ed è il genere che ho ascoltato di più. Quelle canzoni, così attente alle parole, alle immagini e alle emozioni, hanno contribuito a formare il mio modo di sentire e di avvicinarmi alla musica. Anche se poi vario molto negli ascolti, perchè ritengo che sia fondamentale per ampliare il proprio bagaglio. Ad ogni modo non amo fossilizzarmi su ciò che ascolto né su un unico linguaggio musicale. Cerco piuttosto di guardarmi dentro, di trovare dentro di me la chiave del mio mondo, di quello che voglio raccontare e proporre. La mia musica nasce proprio da questa ricerca interiore, più che da un modello esterno da imitare.
Ci sono diverse artisti che stimo e collaborazioni che sogno, ma ce n’è una in particolare che porto con me fin da quando ero bambina: quella con Caterina Caselli. È stata la cantante preferita di mia madre e, in qualche modo, rappresenta un legame affettivo profondo con le mie radici. Oltre a questo, la stimo enormemente anche per il suo percorso come discografica e per la visione che ha sempre avuto nel saper riconoscere e valorizzare il talento. Ho poi un grande debole per artisti come Enrico Ruggeri e Ligabue, che considero punti di riferimento per la forza narrativa e l’identità con cui hanno attraversato il tempo, rimanendo sempre fedeli a se stessi. Arrivando a oggi, provo una stima totale per Fabrizio Moro, con il quale mi piacerebbe tantissimo condividere il palco o un brano, per l’intensità emotiva e la verità che porta nella sua musica. Allo stesso modo vedrei molto bene un featuring con Angelina Mango, perché credo che le nostre timbriche potrebbero incontrarsi in modo naturale e dare vita a qualcosa di davvero bello e inaspettato.
Come nascono le tue canzoni? spesso i tuoi testi sembrano confessioni senza filtri. Segui un rituale particolare per trasformare i tuoi "loop mentali" in musica, o lasci che l'ispirazione arrivi dal caos quotidiano?
Le mie canzoni nascono da un’esigenza profonda di espressione, dal bisogno di tirare fuori emozioni, pensieri e riflessioni. È un processo molto spontaneo: non seguo rituali precisi né schemi prestabiliti, mi lascio semplicemente guidare dal momento.
Scrivo senza filtri, lasciando che ciò che sento trovi la sua forma naturale. A volte nasce dal caos quotidiano, altre da un silenzio improvviso, ma sempre da qualcosa di vero. È il mio modo di dare voce ai miei “loop mentali” e trasformarli in musica.
Cosa ne pensi del panorama musicale odierno? il tuo nuovo singolo esplora sonorità indie pop accattivanti ed emotive. Come si colloca la tua ricerca di autenticità e di un "linguaggio onesto" nel mercato musicale attuale?
Il panorama della musica italiana lo vedo molto vario e vivace, ricco di talenti e di proposte nuove, ma anche in continua trasformazione. Ci sono artisti che riescono a raccontare storie autentiche, con uno sguardo personale e originale, e questo è davvero stimolante. Allo stesso tempo, noto che spesso ci si concentra molto su formule già consolidate, su mode e trend, e a volte questo può rischiare di appiattire la creatività. Per me, la sfida e l’opportunità stanno nel riuscire a trovare la propria voce unica, raccontare qualcosa di vero e personale, e allo stesso tempo restare aperti a nuove influenze e sperimentazioni. In generale, credo che la musica italiana abbia una grande ricchezza emotiva e culturale.
Parliamo del tuo nuovo singolo, "Brutte Abitudini". Com'è nato? E che riscontro sta avendo con il pubblico? Hai raccontato che in studio il brano sembrava "cantarsi da solo". Come sta reagendo chi lo ascolta a questo invito a cambiare punto di vista sulle proprie fragilità?
“Brutte Abitudini” è nato come nascono tutte le mie canzoni: da un’esigenza del momento. Ho sentito il bisogno di fare un po’ di “quattro chiacchiere” con la vita, di fermarmi e riflettere con me stessa. È stato un brano di presa di coscienza, in cui ancora una volta ho capito quanto sia importante essere grati anche alle difficoltà. Spesso sono passaggi necessari per ripartire con un’energia nuova e con la consapevolezza che proprio dal dolore possiamo riscoprirci, trovare opportunità di crescita e di miglioramento. Come si dice, non tutto il male viene per nuocere.
In studio il brano sembrava davvero cantarsi da solo, come se avesse già una sua direzione precisa. Il riscontro del pubblico mi sta emozionando moltissimo: sto ricevendo tanti messaggi di persone che mi raccontano aneddoti delle loro vite, riconoscendosi nel tema della canzone e nelle sue fragilità. Vederla accolta nei cuori di chi ascolta è la soddisfazione più grande. Inoltre il brano è stato inserito in numerose classifiche, e questo non può che farmi piacere e darmi ancora più motivazione per continuare su questa strada.
Ci sarà un album in arrivo? Cosa ci puoi anticipare al riguardo?
"Brutte Abitudini" rappresenta una tappa essenziale del tuo percorso. C'è già una raccolta di brani che prosegue questo dialogo intimo e introspettivo che hai iniziato con il nuovo singolo? Il 2026 si prospetta un anno ricco di musica e di progetti davvero importanti, tra cui anche collaborazioni significative. “Brutte Abitudini” è stata una tappa fondamentale del mio percorso, un momento su cui era importante soffermarsi e prendersi il tempo di ascoltare e ascoltarsi.
Ora però si riparte, con un nuovo viaggio dentro le emozioni e nuove storie da raccontare. Posso dire che il dialogo intimo e introspettivo aperto con questo singolo continuerà a evolversi. Vi invito a restare aggiornati… per emozionarci ancora insieme.

