Tradurre i lati più intimi e complessi del proprio vissuto in un porto sicuro in cui chiunque possa riflettersi e sentirsi compreso. È questo il cuore pulsante del progetto di Stacy B, un'artista che vede nella musica un potente specchio dell'anima e un irrinunciabile atto di onestà. Guardando alla grande scuola del pop internazionale contemporaneo — da Ed Sheeran a James Arthur, fino alle sfumature modernissime di Tate McRae — la cantautrice ha saputo sviluppare una cifra stilistica capace di coniugare un'immediata freschezza melodica a una profonda urgenza narrativa.
Oggi la ritroviamo sulle pagine di Effetto Musica per approfondire la genesi di "Not Over You", un singolo intimo e introspettivo accompagnato da un videoclip essenziale e coerente, che sta già raccogliendo ottimi riscontri da parte di pubblico e addetti ai lavori. In questa chiacchierata, Stacy B ci racconta il suo viscerale approccio alla scrittura (intesa come unico mezzo per dare voce a ciò che le parole da sole non riescono a dire), analizza le sfide del mercato discografico attuale e ci offre uno sguardo sui prossimi passi di un percorso artistico in piena e consapevole evoluzione.
Chi è Stacy B e qual è il cuore del suo messaggio musicale?
Stacy B è il lato più autentico di me. Attraverso la musica cerco di trasformare emozioni ed esperienze personali in qualcosa che possa appartenere anche agli altri. Il messaggio che porto avanti è semplice, non dobbiamo avere paura di essere vulnerabili, perché spesso è proprio lì che troviamo la connessione più vera.
Come e quando ti sei avvicinata alla scrittura?
Ho sempre cantato e la musica è stata il mio linguaggio naturale. Con il tempo ho sentito il bisogno di andare oltre l’interpretazione e iniziare a raccontare qualcosa di mio. La scrittura è diventata il mio specchio quando ho capito che riuscivo a esprimere attraverso una canzone cose che a volte non riuscivo nemmeno a dire a voce.
Chi sono i tuoi artisti di riferimento?
Mi affascina molto il pop internazionale contemporaneo perché riesce a unire qualità musicale, immediatezza ed emozione. Artisti come Ed Sheeran, James Arthur o Tate McRae hanno una capacità incredibile di trasformare vissuti personali in canzoni universali. È qualcosa che cerco di fare anch’io nel mio percorso.
Come nascono le tue canzoni?
Nascono quasi sempre da un’emozione che sento il bisogno di capire o elaborare. Non è una scrittura completamente di getto, ma parte sempre da qualcosa di molto sincero. Posso lavorare a lungo su una canzone, ma il nucleo emotivo deve essere reale, altrimenti non funziona.
Cosa ne pensi del panorama musicale attuale?
Credo che oggi ci sia una grande varietà di linguaggi e questo sia molto positivo. Allo stesso tempo viviamo in un’epoca veloce, in cui spesso tutto deve essere immediato. Per questo penso che raccontare la vulnerabilità sia una sfida, ma anche una necessità, le persone hanno ancora bisogno di sentirsi comprese e rappresentate.
Come è nato il videoclip di “Not Over You” e che riscontro sta avendo?
Il videoclip è nato con l’idea di accompagnare il brano in modo molto semplice e coerente con la sua atmosfera. Essendo una canzone intima e introspettiva, volevo che anche le immagini trasmettessero quella stessa essenzialità. Per quanto riguarda il riscontro, sono molto felice dei feedback ricevuti su “Not Over You”, molte persone mi hanno detto di aver apprezzato particolarmente la melodia e l’atmosfera del brano. Per me è una grande soddisfazione, perché significa che la canzone è riuscita a trasmettere qualcosa già dal primo ascolto.
Ci sarà un album in arrivo?
Sto lavorando a nuova musica e il mio obiettivo è continuare a costruire un percorso coerente brano dopo brano. In questo momento sono concentrata sulla crescita del progetto e sulla ricerca della mia identità artistica. Posso dire che ci sono già nuove idee in sviluppo e che il percorso intrapreso con “Not Over You” rappresenta solo un’altra tappa di quello che voglio raccontare in futuro.

