La Tempesta Gentile si racconta in occasione dell’uscita del singolo d’esordio "Esplorazione"

 

“Esplorazione” il primo singolo della band emiliana La Tempesta Gentile, che anticipa l'album di debutto “LTG”, rappresenta per la band il lato più immediato, giocando su contrasti tra la ruvidità di matrice grunge e atmosfere quasi dream-pop più rilassanti e rassicuranti, come a voler raffigurare i diversi stati d’animo che si provano durante un lungo viaggio, verso luoghi completamente sconosciuti, fra tensione e speranza, lontani dalla propria comfort zone. 
 
Cominciamo parlando di "Esplorazione". Qual è la storia dietro questo brano?
 
Esplorazione è nato allo stesso modo di tutti i nostri pezzi. Il processo creativo è partito da un'idea di partenza molto semplice e scarna, ovvero un appunto catturato su qualche supporto, che è stato portato in sala prove e sviluppato insieme. Una volta fissata la parte musicale, è arrivato di seguito il testo. Per noi la musica deve sempre venire per prima e ispirare il testo, accendendo la scintilla iniziale. 
 
Il singolo gioca su contrasti tra grunge e dream-pop. Come avete sviluppato questo mix di stili?
 
Il mix di stili viene ovviamente dai nostri ascolti e da come ci siamo formati come musicisti, assecondando tutte le nostre passioni e cercando di farle confluire nella nostra band in modo naturale. Una volta individuata la nostra strada, il passo successivo è stato affinare la proposta dal punto di vista del suono con gli strumenti a nostra disposizione.
Essendo noi un duo per noi è stata una bella sfida, che ha richiesto in primis una conoscenza profonda dell'effettistica, applicata sia al basso che all'handpan.
 
"Esplorazione" sembra essere un viaggio emotivo. Come avete cercato di rappresentare questi stati d'animo nella musica?
 
Il viaggio descritto in Esplorazione non è un viaggio facile, tutt'altro. È fuori dalla nostra comfort-zone, ci sono momenti caotici dove è impossibile trovare una meta o vedere uno spiraglio, squarci di luce, pause improvvise che però si rivelano un’illusione, e si deve ripartire di nuovo.
 
La sensazione è di un movimento eterno alla ricerca di qualcosa, e in mezzo a questo movimento ci sono le nostre tortuose vite. La musica sottolinea ed enfatizza tutto questo, ci sono stop e ripartenze, momenti dominati dalle distorsioni e altri dai riverberi, dove la ritmica quasi scompare, tanti paesaggi diversi quindi. In tutto questo la voce rimane quasi distaccata, sommessa e dominata spesso dal muro di suono, come se il viaggio fosse accettato, perchè parte integrante e necessaria di ognuno di noi.
 
Parliamo ora dell'album "LTG". Cosa possiamo aspettarci da questo progetto?
 
LTG chiaramente è la sigla che racchiude il nostro nome. Il disco si chiamerà così perchè crediamo che rappresenti davvero quella che può essere definita come una tempesta gentile.
I suoni sono aggressivi, i bassi/chitarre sono spesso dominati dal fuzz, i volumi sono alti, ma tutto ciò rimane sempre volutamente un passo indietro, non c'è nulla che ti urla "in faccia", ogni suono ha sempre una sua profondità e una presa morbida. Sicuramente molte di queste sono le coordinate principali dello shoegaze, ma prima di tutto è anche il nostro modo di essere.
Il tema del viaggio, fisico e spirituale sarà centrale, "Esplorazione" ne è il primo episodio.
 
Come descrivereste il vostro sound complessivo?
 
Una tempesta gentile.
Esplorazione contiene al suo interno le due anime della band, a tratti contrapposte, a tratti mescolate fra di loro.
Il giocare con suoni ruvidi e "sporchi", ma allo stesso tempo profondi e dilatati, per noi rende l'idea di un approccio "fisico", anche dirompente, ma sempre senza dar l'impressione di "aggredire" l'ascoltatore fino in fondo.
Anche le parti vocali sono conseguenza di questa scelta stilistica, nonostante il wall of sound potrebbe suggerire l'opposto. Le voci rimangono pacate, sono tenute deliberatamente dentro al mix, in modo che si senta sempre un minimo di distanza e profondità.
Quindi il nostro sound può davvero essere definito a tutti gli effetti come una "tempesta gentile" che non ti imprigiona in un vortice ma ti porta in viaggio. 
 
Infine, avete dei piani per tour o eventi per promuovere l'album?
 
Certamente.
Stiamo preparando il live, una bella sfida per noi, essendo all'esordio assoluto.
Le prime vere date arriveranno da questa primavera, abbiamo già fissato la data del release party, che sarà il 13 aprile.
Nei mesi scorsi abbiamo già assaggiato il palco alcune volte, soprattutto per testare la consistenza della nostra proposta a livello di sound, oltre che per rodaggio nostro e della nostra strumentazione. Siamo davvero contenti del risultato e non vediamo l'ora di partire.
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