"Energy" rappresenta un nuovo passo nel percorso artistico di AKOLA, produttore che con questo singolo sceglie di coniugare la forza della musica elettronica con una ricerca sonora sempre più raffinata. Tra groove afro-house, melodie evocative e una produzione curata nei minimi dettagli, il brano dimostra come ritmo ed emozione possano convivere senza compromessi. In questa intervista per Effetto Musica, AKOLA racconta la nascita del progetto, il lavoro svolto in studio e la volontà di costruire un'identità musicale riconoscibile, capace di parlare tanto al pubblico delle radio quanto agli appassionati di musica elettronica.
Hai raccontato che per "Energy" volevi portare la tua produzione a un livello ancora più alto. Qual era la sfida che ti eri posto prima di entrare in studio?
Sì, Energy nasce con un'anima decisamente radiofonica. Volevo mantenere l'identità afro-house, ma renderla accessibile anche a un pubblico più ampio. Ho cercato il giusto equilibrio tra ritmo, melodia e una voce capace di restare in testa fin dal primo ascolto. Oggi è importante creare musica che possa funzionare sia in radio che sulle piattaforme digitali, senza perdere autenticità. Con Energy credo di aver trovato questo equilibrio.
Quando hai capito che il brano aveva bisogno di una voce diversa dalla tua visione iniziale e quali caratteristiche cercavi nell'interprete?
Fin dalle prime demo sentivo che il brano aveva bisogno di una voce capace di trasmettere emozione e personalità. Cercavo un timbro caldo, moderno e riconoscibile, che si integrasse con il Groove senza sovrastarlo. Quando ho ascoltato Lacey ho capito subito che era la scelta giusta: la sua interpretazione ha dato vita al pezzo e gli ha regalato un'identità ancora più forte. Ha trasformato una buona produzione in un brano completo, esattamente come lo immaginavo.
"Energy" riesce a mantenere tutta la forza della musica elettronica senza rinunciare all'emozione. Quanto è stato importante trovare questo equilibrio?
Per me è stato fondamentale. Oggi una produzione elettronica deve avere impatto, ma anche lasciare qualcosa a chi l'ascolta. Con Energy volevo evitare un brano costruito solo per far ballare: cercavo una connessione emotiva che rendesse il pezzo memorabile. Credo che il giusto equilibrio tra ritmo e melodia sia ciò che permette a una canzone di funzionare sia in radio che nei live. Quando riesci a unire queste due anime, il brano acquista un valore che va oltre il dancefloor.
Nel brano convivono sonorità moderne, una scrittura essenziale e un'atmosfera sospesa tra malinconia e speranza. Quanto lavoro c'è stato dietro la ricerca di questo sound?
C'è stato tantissimo lavoro, perché nulla è stato lasciato al caso. Ogni suono, ogni pausa e ogni dettaglio della produzione è stato scelto per creare un'atmosfera precisa. Volevo un brano essenziale, senza elementi superflui, ma capace di trasmettere emozioni sincere. La malinconia e la speranza convivono perché fanno parte del messaggio di Energy: anche nei momenti più difficili c'è sempre una forza che ci spinge ad andare avanti. Quando riesci a raccontare tutto questo con la musica, il risultato diventa davvero autentico.
Guardando oggi a "Energy", qual è l'aspetto del brano che rappresenta meglio la tua evoluzione come produttore e artista?
Credo che l'aspetto che mi rappresenta di più sia la maturità nella produzione. Con Energy non ho cercato di seguire una tendenza, ma di creare un brano che avesse una sua identità precisa. Oggi presto molta più attenzione ai dettagli, alla qualità del suono e all'emozione che una traccia può trasmettere. Questo singolo racconta il mio modo attuale di fare musica: meno eccessi, più equilibrio e una ricerca costante di autenticità. È un punto di partenza per tutto quello che arriverà nei prossimi mesi.

