Dalle influenze R&B
della black music alle solide radici di una famiglia immersa nell'arte, Giulia
fa il suo debutto ufficiale come solista. Ospite di Effetto Musica, la
cantautrice racconta il suo nuovo percorso al fianco di Up Music, svelando la
genesi del suo intenso singolo "Tommy&Lucy": una narrazione
cinematografica in cui la forza dell'amore cerca rifugio e speranza nel cuore
stesso di un conflitto.
Ciao Giulia, benvenuta
su Effetto Musica! Per iniziare, ti andrebbe di presentarti e raccontare ai
nostri lettori chi sei, sia come persona che come artista?
Ciao a tutti! Sono
Giulia, e definirmi non è mai semplice perché penso che la musica serva proprio
a raccontare le sfumature che a parole sfuggono. Come persona mi considero
un'osservatrice: sono curiosa, profondamente empatica e a tratti un po'
malinconica, ma sempre mossa da una grande determinazione. Come artista sono lo
specchio esatto di tutto questo. La mia musica è il mio modo di essere sincera
al 100%, una zona franca in cui riverso le mie fragilità, le mie battaglie e la
mia visione del mondo. Cerco di unire l'anima della black music alla potenza
della parola, per dare vita a qualcosa che sia viscerale e, spero, autentico.
Sappiamo che nella tua
famiglia si è sempre respirata arte, tra un nonno fisarmonicista, una nonna
cantante lirica e tua mamma appassionata di teatro. In che modo queste radici
familiari ti hanno avvicinato alla musica e quando hai capito che questa sarebbe
stata la tua strada?
Sono stata fortunata:
crescere in una famiglia così non mi ha semplicemente avvicinata alla musica,
mi ci ha letteralmente immersa. Per me l'arte non è mai stata un passatempo, ma
il linguaggio naturale con cui comunicavamo a casa. Da mio nonno ho ereditato
l'amore per la melodia popolare e istintiva, da mia nonna il rispetto rigoroso
per la voce come strumento sacro, da mia mamma la consapevolezza che ogni
performance deve saper raccontare una storia, proprio come a teatro, e da mio
papà la determinazione. Non c'è stato un momento preciso in cui ho capito che
questa sarebbe stata la mia strada; è stata un'evoluzione naturale. Fin da
bambina ho avvertito che cantare e scrivere erano le uniche risposte possibili
al mio bisogno di esprimermi.
Ascoltandoti si
percepisce una forte influenza d'oltreoceano. Chi sono gli artisti e le icone
musicali, come Aretha Franklin o Beyoncé, che hanno maggiormente segnato il tuo
percorso e a cui fai riferimento oggi? Le mie radici musicali affondano totalmente nella black music. Icone come
Aretha Franklin mi hanno insegnato cosa significhi cantare con l'anima, usando
la voce come un canale di pura emozione e liberazione. Da Beyoncé ho imparato
la disciplina, la cura maniacale del dettaglio e la forza espressiva della
femminilità sul palco. Ma guardo molto anche ad artiste come Alicia Keys,
capace di fondere la complessità del soul con una scrittura diretta e
contemporanea. Oggi cerco di fare tesoro di queste influenze d'oltreoceano per
modellarle sulla mia sensibilità e sulla lingua italiana, che ha una musicalità
tutta sua, tutta da esplorare.
Hai sempre puntato a
raccontare storie profonde nei tuoi testi. Qual è il tuo processo creativo e da
dove trai l'ispirazione quando inizi a scrivere una nuova canzone? L'ispirazione per me è ovunque: in un film, in un
libro, in una conversazione rubata sul treno o in un momento di crisi
personale. Di solito tutto parte da un'immagine visiva o da uno stato d'animo
che mi si pianta in testa e non mi lascia andare. Nasce prima una linea
melodica, solo voce, che evoca un'atmosfera, e successivamente parole di getto
sul taccuino. Cerco di non forzare mai la scrittura; preferisco mettermi in
ascolto e lasciare che la storia si racconti da sola attraverso di me.
Considerando la tua
attenzione per i temi sociali e i testi di spessore, come vedi il panorama
musicale odierno e come pensi che la tua musica vi si inserisca? Il panorama odierno è estremamente dinamico e
dominato dall'istantaneità, dai ritmi veloci e da algoritmi che spesso
privilegiano la leggerezza o l'intrattenimento puro. Non lo demonizzo affatto,
anzi, trovo che ci sia tantissima freschezza produttiva. Tuttavia, credo ci sia
anche un forte e silenzioso bisogno di canzoni che restino, che facciano
riflettere e che tocchino corde più profonde. La mia musica si inserisce in
questo contesto: non cerco la hit estiva a tutti i costi, ma voglio creare un
legame duraturo con chi ascolta. Spero di essere una voce accogliente per chi,
nella musica, cerca ancora un contenuto in cui specchiarsi.
Parliamo del tuo nuovo
singolo, "Tommy&Lucy", un'intensa ballad che racconta una storia
d'amore travagliata sullo sfondo drammatico della guerra. Come è nata l'idea
per questo brano così cinematografico e che tipo di riscontro stai ricevendo
dal pubblico finora?
"Tommy&Lucy" è nata dal bisogno viscerale di umanizzare la
tragedia. Spesso, quando sentiamo parlare di conflitti, veniamo bombardati da
numeri e geopolitica, dimenticando che dietro ci sono vite spezzate e
sentimenti interrotti. Volevo raccontare il contrasto assoluto tra la brutalità
della guerra e la purezza di un amore che tenta disperatamente di sopravvivere.
È un brano dal taglio fortemente cinematografico perché vedevo le scene
scorrere davanti ai miei occhi come in un film. Sto ricevendo messaggi bellissimi
da persone che si sono emozionate, ed è la gratificazione più grande in
assoluto quando decidi di pubblicare una canzone così densa e delicata.
Dopo l'esperienza con
la band e l'inizio del tuo percorso solista con brani così significativi, ci
sarà presto un album in arrivo? Puoi anticiparci qualcosa sui tuoi prossimi
passi discografici? In realtà
questo è un momento di partenza assoluto, una vera e propria rinascita. Il
distacco dalla mia precedente band non è stato volontario e non è dipeso da una
mia decisione; è stata una rottura drastica che mi ha fatto passare un brutto
periodo. Ritrovarsi da sola all'improvviso non è stato facile, ma la musica mi
ha salvata ancora una volta. "Tommy&Lucy" è a tutti gli effetti
il mio primo singolo inedito ufficiale realizzato insieme a Up Music. Al
momento non c'è un album già pianificato: spero con tutto il cuore che questo
brano piaccia, che cammini tanto e che riceva un buon riscontro, anche per
poter dare continuità alla collaborazione con l'etichetta e investire su altri
progetti futuri. Di materiale pronto ne ho tantissimo: ho un cassetto pieno di
testi già scritti, con melodie e arrangiamenti impostati, che affrontano
tematiche profonde e complesse come il bullismo, la salute mentale e le realtà
ospedaliere. Ci sono canzoni felici, altre più drammatiche e pezzi decisamente
più "incavolati", con temi forti e un'energia molto più ritmata
rispetto alle ballad. Spero davvero che questo sia solo il primo passo di un
lungo viaggio insieme.

