Con “Come Charlot”, Alce firma un singolo ispirato al centenario di La Febbre dell’Oro, trasformando l’omaggio a Charlie Chaplin in una riflessione attuale sul nostro tempo. Un brano che richiama l’essenzialità e il minimalismo del cinema muto per parlare di autenticità, disuguaglianze e bisogno di verità emotiva in un’epoca dominata dall’apparenza.
“Come Charlot” è un invito a riscoprire la forza di una narrazione nuda, capace di andare oltre i filtri e di restituire centralità ai messaggi che contano davvero.
Perché hai scelto proprio l’anniversario dei 100 anni de La Febbre dell’Oro per dare vita al singolo?
Era una ricorrenza importante, e quale migliore occasione per destare l’attenzione delle persone?
Era una ricorrenza importante, e quale migliore occasione per destare l’attenzione delle persone?
In che modo, secondo te, Chaplin è ancora rivoluzionario nel 2025?
Perché nel mondo dell’apparenza, valori come l’autenticità e la spontaneità sono un punto di riferimento costante.
Perché nel mondo dell’apparenza, valori come l’autenticità e la spontaneità sono un punto di riferimento costante.
Oggi il mondo vive altre forme di povertà e altre febbri: quale parallelo vedi tra allora e adesso?
Oggi c'è una maggiore azione mediatica ma la sostanza resta identica, poche persone che hanno tutto e tante che hanno pochissimo se non addirittura niente.
Oggi c'è una maggiore azione mediatica ma la sostanza resta identica, poche persone che hanno tutto e tante che hanno pochissimo se non addirittura niente.
Se potessi studiare la figura di Chaplin in un contesto accademico, quale aspetto della sua arte approfondiresti?
Mi concentrerei sull’essenzialità, il minimalismo.
Mi concentrerei sull’essenzialità, il minimalismo.
Qual è la lezione più attuale del suo cinema che hai voluto portare nel tuo brano?
In un'epoca di effetti speciali infiniti e sguardi prigionieri dei display, credo che il potere di una narrazione nuda e autentica sia la vera rivoluzione. Oltre il filtro, c'è ancora bisogno di messaggi che vibrano e di storie in cui potersi finalmente riconoscere.
In un'epoca di effetti speciali infiniti e sguardi prigionieri dei display, credo che il potere di una narrazione nuda e autentica sia la vera rivoluzione. Oltre il filtro, c'è ancora bisogno di messaggi che vibrano e di storie in cui potersi finalmente riconoscere.

