Igor Mulas: intervista al cantautore pop


Igor Mulas, cantautore Pop, nasce a Cagliari, Italia. Conseguito il diploma di ragioniere si trasferisce a Londra per più di dieci anni. Studia presso The City Lit canto Pop, Rock, Soul, Opera e Blues. Inizia le sue produzioni musicali. Se pur Influenzato dal Pop britannico ed internazionale ama comporre e cantare in italiano. Oggi vive a Roma. Tre album all'attivo: Io Sono Igor Mulas - Tutto È Giusto (prodotto con Stefano Di Carlo) e A Un Passo Da Me. Infine: Starlight un cover album cantato in inglese. Ha partecipato a eventi musicali quali il Music Village, Castrocaro ed altre manifestazioni canore. 

Come e quando ti sei avvicinato alla musica?
È accaduto tutto in modo spontaneo e naturale. Sin da piccolo amavo cantare e comporre. Ricordo che un natale, i miei mi regalarono una piccola tastierina elettrica e che io, non conoscendo le note musicali, sopra ogni tasto attaccai dei piccoli adesivi con i numeri e così, potevo scrivere le sequenze musicali che componevo. 

Chi sono i tuoi artisti di riferimento?
Essendo nato negli anni settanta e grazie al l'influsso di mio fratello maggiore, sono cresciuto ascoltando Pink Floyd, Tina Turner, Simply Red, Battisti, Venditti, Cocciante. Ho sempre avuto una forte empatia con i Supertramp, Carol King, Simone and Garfunkel per il loro modo così sincero di raccontare e cantare le loro storie.

Come nascono le tue canzoni? 
Il processo creativo alla base delle mie canzoni è molto spontaneo. All'improvviso canalizzo delle melodie ed inizio a cantarle. Questo può accadere mentre lavoro, cammino, cucino o altro. Quando ciò accade prendo il cellulare e registro quello che definisco il dna del brano. Quando poi devo produrre nuovi pezzi, riascolto i vari dna, scelgo quelli che mi attraggono di più e con la chitarra acustica li rielaboro finché prendono forma e carattere diventando nuove canzoni.

Cosa ne pensi del panorama musicale odierno?
Credo ci sia un po' di tutto. Alcune produzioni di valore, altre un po' meno. Forse negli anni è venuta a mancare la figura del talent scout che vedeva l'artista nella sua interezza. Oggi sento tante canzoni un po' plastiche, contenitori ben studiati, ben arrangiati, ben presentati, ma di base senza quella profondità umana che era tipica negli artisti del passato. Ciò però va in risposta comunque ad una fetta di pubblico che apprezza, compra e vuole questa plasticità. 

Parliamo del tuo nuovo singolo. Come è nato? E che riscontro sta avendo con il pubblico?
Geloso nasce grazie ad una relazione travagliata che ha portato in superficie tante mie insicurezze. Quando non sto bene o comunque non mi sento centrato, osservo me stesso dall'esterno per avere una visione completa dello schema in cui mi trovo. Quello che ho visto non mi è piaciuto! Tante pretese assurde. Quindi ho fatto fluire il tutto in parole e musica. Cantare Geloso è come ripetere un mantra che va ad esorcizzare quello stato d'animo. Geloso, in modo schietto, evidenzia quanto sia impossibile una relazione senza che alla base ci sia fiducia reciproca. 
Il pubblico è composto da tante anime diverse. C'è chi coglie l'ironia del brano e si diverte, chi invece ci vede un maschilismo esasperato. Credo che ogni canzone nasca con dei presupposti, ma poi, quando diventa pubblica, appartenga un po' a tutti e in quanto tale è giusto che ogniuno la possa decodificare come meglio crede.

Ci sarà un album in arrivo? Cosa ci puoi anticipare al riguardo?
Sto lavorando ad un nuovo album, ma nei prossimi mesi, continueremo a promuovere alcuni brani pubblicati di recente. 
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