Colangeli racconta “Bologna Underground”, tra cantautorato e vita universitaria

 


Colangeli torna con “Bologna Underground”, un brano dal sapore nostalgico che racconta la fine degli anni universitari e le notti vissute da studente fuoricorso. Nato dalle esperienze dell’artista come musicista di strada a Bologna, il singolo rende omaggio alla grande tradizione del cantautorato cittadino. Tra formazione classica, rock inglese e scrittura autobiografica, il cantautore romano si prepara a pubblicare il suo terzo album. In questa intervista ci racconta il suo percorso, le influenze artistiche e i progetti in arrivo.

 

Ciao Colangeli, presentati ai nostri lettori: come nasce il tuo percorso da cantautore?

Il mio percorso nasce con la pubblicazione del mio primo EP “Studenti Bohémien” nel 2022. Sono cresciuto e, artisticamente parlando, mi sono formato ascoltando il cantautorato italiano. Nello specifico, il cantautorato bolognese, viene citato attraverso alcuni dei suoi maggiori esponenti, nel mio ultimo brano “Bologna underground”.

Ti sei formato al Conservatorio Santa Cecilia di Roma: come e quando ti sei avvicinato alla musica?

Da bambino, durante le lezioni di musica negli anni della scuola elementare. Ho iniziato in quel periodo a suonare il pianoforte per poi, durante gli anni delle superiori, costituire la mia prima band e scrivere le mie primissime canzoni.

Nel singolo rendi omaggio a grandi nomi del cantautorato bolognese: quali sono i tuoi artisti di riferimento?

Posso dire che in particolar modo Francesco Guccini, Claudio Lolli e Luca Carboni sono stati tra i cantautori di maggior riferimento per me. Le loro canzoni hanno profondamente influenzato il mio modo di scrivere.

Come nascono le tue canzoni e quanto contano, nel tuo processo creativo, le esperienze personali e i luoghi che vivi?

Le mie canzoni hanno un forte carico autobiografico, per tale motivo, quelli che son stati i luoghi e le molteplici esperienze personali hanno un'importanza fondamentale. Racconto o cerco di raccontare quel che ho realmente vissuto.

Cosa ne pensi del panorama musicale odierno e quale spazio credi possa avere oggi il cantautorato italiano?

In relazione al panorama musicale italiano odierno spero che il cantautorato possa avere uno spazio maggiore rispetto a quello che attualmente ha. Sarebbe bello ad esempio ascoltare in radio brani che affrontano temi di vario tipo, quel che noto è che c'è sempre una maggiore tendenza ad uniformare i contenuti trattati, i concetti espressi.

Parliamo di “Bologna Underground”: com’è nato questo racconto nostalgico della fine del periodo universitario e dell’essere studenti fuoricorso?

Il pezzo nasce al termine di una mia serata a Bologna nell'ambito di un tour, esclusivamente chitarra e voce, che ho condotto come artista di strada in varie città italiane. Il pezzo racconta gli anni universitari che stanno volgendo al termine, racconta la fine di un momento della vita sullo sfondo di quella che probabilmente è la città universitaria per eccellenza.

“Bologna Underground” è il quinto singolo del tuo terzo album, in uscita a novembre: cosa puoi anticiparci di questo progetto in arrivo?

Esattamente, tra la fine di novembre e l'inizio di dicembre verrà pubblicato il mio terzo album al quale farà seguito un tour nelle varie città italiane a partire da Gennaio 2027. In programma ci sono anche diversi Festival e concorsi ai quali parteciperò.

Tags

#buttons=(Accetta) #days=(20)

"Questo sito utilizza cookie di Google per erogare i propri servizi e per analizzare il traffico. Il tuo indirizzo IP e il tuo agente utente sono condivisi con Google, unitamente alle metriche sulle prestazioni e sulla sicurezza, per garantire la qualità del servizio, generare statistiche di utilizzo e rilevare e contrastare eventuali abusi." Per saperne di più
Accept !