“Le Sfilate”: Samuè dà voce alle emozioni e insegue il suo sogno

 


Da Giffoni Valle Piana ai primi passi verso una carriera musicale: Samuele, in arte Samuè, studia canto dall’età di 11 anni e ha coltivato la sua passione tra concorsi, festival e ospitate. La finalissima del Premio Mia Martini gli ha dato l’opportunità di pubblicare il suo primo inedito, “Le Sfilate”, accolto dal pubblico con un entusiasmo che ha superato le sue aspettative. Nell’intervista racconta come nascono le sue canzoni, gli artisti che lo ispirano e il desiderio di trovare uno stile personale, continuando a scrivere e sperimentare.

Ciao Samuè, presentati ai nostri lettori: chi sei e come descriveresti il tuo percorso musicale finora?

Mi chiamo Samuele, in arte Samuè, vengo da Giffoni Valle Piana e ho iniziato a studiare canto a 11 anni alla Bellizzi Music School con il mio professore Mario Inverso. Il mio percorso inizia facendo concorsi, festival, ospitate e poi arrivando al Premio Mia Martini in cui sono arrivato alla finalissima: grazie a questo concorso è uscito il mio primo inedito, “Le Sfilate”, e sto iniziando a realizzare il mio sogno.

Quando è nato il tuo amore per la musica e qual è stata la prima esperienza che ti ha fatto immaginare di poter diventare un artista?

Il mio amore per la musica è nato gradualmente. Iniziare a studiare canto a 11 anni è stato un passaggio importante, perché mi ha permesso di prendere questa passione più seriamente e iniziare a immaginare un futuro nella musica.

Tra gli artisti che ascolti ci sono Coez, Rocco Hunt, Achille Lauro e Tommaso Paradiso: cosa ti colpisce della loro musica e quali elementi senti più vicini al tuo percorso?

Mi colpisce il fatto che ognuno abbia un'identità musicale riconoscibile e un modo personale di raccontare le emozioni. Mi piace ascoltare artisti diversi perché penso che ognuno possa insegnarmi qualcosa. Vorrei riuscire anch'io a trovare uno stile che mi rappresenti, senza perdere la mia personalità.

Come nascono le tue canzoni? Da dove parti per trasformare un’emozione o un’idea in un brano?

Generalmente parto da un'emozione o da qualcosa che sento di raccontare. Mi piace trasformare quello che provo in parole, perché credo che una canzone debba avere qualcosa di vero da comunicare. Per me scrivere significa dare voce a emozioni che a volte è difficile esprimere semplicemente parlando.

Come vedi il panorama musicale di oggi e quanto è importante per te sperimentare ascoltando generi e artisti diversi, mentre cerchi una tua identità?

Credo sia importante ascoltare artisti differenti, perché questo aiuta a crescere e a sviluppare una propria identità. Allo stesso tempo, penso che sia fondamentale non cercare di imitare qualcuno, ma trovare una propria strada.

Parliamo di “Le Sfilate”: com’è nata questa dedica e che riscontro sta avendo il singolo da parte del pubblico?

È nata grazie al Premio Mia Martini e con il pubblico sta avendo un riscontro sopra le mie aspettative, vedo che piace molto alle persone e mi fanno tantissimi complimenti per il singolo e sono super felice che alla gente piaccia e sono contento anche del risultato.

Dopo “Le Sfilate”, stai pensando a nuovi brani o a un album? Cosa puoi anticiparci sui tuoi prossimi passi?

Sicuramente voglio continuare a scrivere e pubblicare nuova musica ma per ora penso più a fare brani poi in futuro ci saranno sicuramente anche degli album. Sono ancora all'inizio del mio percorso e ho tantissime cose da imparare e sperimentare. Mi piacerebbe crescere artisticamente, trovare sempre di più il mio stile e riuscire a raccontare nuove storie attraverso le mie canzoni.

Tags

#buttons=(Accetta) #days=(20)

"Questo sito utilizza cookie di Google per erogare i propri servizi e per analizzare il traffico. Il tuo indirizzo IP e il tuo agente utente sono condivisi con Google, unitamente alle metriche sulle prestazioni e sulla sicurezza, per garantire la qualità del servizio, generare statistiche di utilizzo e rilevare e contrastare eventuali abusi." Per saperne di più
Accept !