Voce intensa, sensibilità autentica e tanta voglia di raccontarsi senza filtri: Rosy Accardo è una delle giovani artiste emergenti che stanno costruendo il proprio percorso con determinazione e sincerità. In occasione dell’uscita di “Smalto nero”, il nuovo singolo disponibile dall’8 maggio, l’artista parla delle sue esperienze tra concorsi, casting e crescita personale, raccontando il significato di un brano nato da un momento di cambiamento profondo.
Oggi Rosy è una persona in continua evoluzione, sia umanamente che artisticamente. Mi sento più consapevole rispetto al passato, ma sempre in costruzione. La musica per me è il modo più vero per raccontarmi e per capire anche me stessa.
Il mio percorso artistico è iniziato fin da piccola, perché ho sempre avuto la passione per il canto. Poi, quando ho iniziato ad avere più indipendenza, mi sono chiesta perché lasciare un sogno nel cassetto e ho deciso di prendere lezioni di canto. Da lì è stato tutto una svolta: mi sono confrontata con altri artisti e ho partecipato a concorsi ed esperienze che mi hanno aiutata a crescere. Con il tempo ho capito sempre di più che la musica non è solo una passione, ma qualcosa di più profondo, perché è l’unica cosa che mi fa star bene, mi fa svagare e mi aiuta a esprimermi. A un certo punto ho sentito il bisogno di farne qualcosa di più nella mia vita, perché mi piacerebbe riuscire a trasmettere alle persone quello che la musica trasmette a me.
Sono state esperienze molto formative, che ti mettono davvero alla prova. Io sono una di quelle persone che, indipendentemente dal risultato, preferisce provarci piuttosto che vivere con il rimorso. Sono esperienze che secondo me bisogna fare. Ti portano una crescita sia artistica che personale, perché ti confronti non solo con altri artisti, ma anche con te stessa. Sono tutte esperienze che ti portano a costruire il tuo bagaglio e a crescere nel percorso.
Principalmente canto musica pop, quindi sono cresciuta con la musica pop italiana. Fin da piccola ho ascoltato artisti come Laura Pausini, Alessandra Amoroso e Marco Mengoni insieme a tanti altri, sono sicuramente tra quelli che mi hanno influenzata di più. Però mi piace ascoltare anche generi diversi, mi piace variare e aprirmi a più sonorità.
Il panorama pop di oggi è in continua evoluzione, è una scena molto veloce e dinamica. Ci sono tantissimi artisti validi e tanta creatività, e questo secondo me è un aspetto molto positivo. Funziona molto la libertà espressiva che c’è oggi: ognuno può raccontarsi in modo più diretto e personale. Io la vivo in modo positivo, cercando di ascoltare e lasciarmi ispirare da ciò che mi circonda.
“Smalto nero” nasce da un’esigenza molto personale, da un periodo di cambiamento e riflessione. È un brano che arriva da un momento in cui ho sentito il bisogno di mettere in ordine dentro alcune emozioni, come fragilità, insicurezze e paure. Il titolo ha un doppio significato: da una parte è una metafora che rappresenta la vecchia me, le ferite, le paure e tutto ciò che mi teneva bloccata. Dall’altra parte è anche un qualcosa di reale e quotidiano, perché lavoro come estetista e lo smalto fa parte della mia vita ogni giorno. Mi piaceva l’idea di trasformare qualcosa di concreto in un simbolo emotivo: lo smalto nero diventa qualcosa che indossi, ma anche qualcosa che puoi decidere di togliere, lasciandoti alle spalle una versione di te che non senti più tua. Dentro questo pezzo c’è tantissimo di me, delle mie emozioni e del mio modo di affrontare le cose.
Si, sto già lavorando a nuova musica. “Smalto nero” per me è solo l’inizio di un percorso, quindi ci sono già nuove idee e progetti in corso. Nei prossimi mesi continuerò a lavorare in studio, perché ho voglia di far uscire altra musica e far vedere anche altre parti di me. L’obiettivo è sempre di crescere di più artisticamente e, se possibile, portare tutto questo anche dal vivo, creando un rapporto sempre più diretto con chi mi ascolta.

