“È una bomba” è il nuovo singolo di AlCe, un brano che unisce ricerca interiore e sguardo sul presente. Tra immagini intime e temi globali, l’artista costruisce una riflessione sulle divisioni e sulla necessità di maggiore consapevolezza.
Il pezzo si muove tra dubbi e contraddizioni, senza semplificare, trasformando la scrittura in uno spazio di crescita e confronto. Un lavoro diretto ma stratificato, che invita ad andare oltre la superficie.
Il brano nasce da una riflessione sulle divisioni: quali esperienze personali hanno influenzato la scrittura?
Praticando Hatha yoga ti avvicini sempre più ad una sorta di unione, come del resto è il significato della parola stessa, yoga.
Quanto è importante per te raccontare la complessità senza semplificarla?
Non sai mai quanto sei semplice o complicato, l’importante sarebbe farsi capire senza essere banale.
Il testo alterna immagini intime e temi globali: come hai lavorato su questo equilibrio?
Intimità è anche esteriorità, se qualcosa non l’hai dentro non viene fuori.
Per me più che equilibrio sento che è un riconoscersi.
Quanto conta il dubbio nella tua scrittura?
Il dubbio è tutto, in qualche modo si lega anche alla speranza. Se sciogli un dubbio che è come una finestra, ti si apre una porta.
Scrivere “È una bomba” ti ha cambiato in qualche modo?
Indipendentemente dal brano, scrivere è come tutto il resto, più lo fai e più ci prendi confidenza e questo ti trasforma.
Poi in ogni brano vieni risucchiato dal suo argomento, ne resti coinvolto, e questa sorta di adesione ti fa crescere e rinnovare.
C’è un verso del brano che senti più rappresentativo?
“Investimenti occultati, interessi incensati”.
Spesso quello che fa la mano destra la sinistra fa finta di non vederla, lo stesso succede con l’economia, l’ecologia, ecc. Auguro meno indifferenza e più consapevolezza.

